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Via Aemilia

La strada che attraversa il tempo e la vita delle nostre città

Durante l’epoca della Repubblica Romana, la parte settentrionale della penisola era ancora abitata da popolazioni di origine gallica. Questo ampio territorio, chiamato dai Romani Gallia Cisalpina, comprendeva una grandissima pianura fertile, una risorsa preziosa per un popolo che mirava a espandersi e che aveva bisogno di aumentare la sua capacità produttiva tanto per il suo sostentamento che per i commerci. 

Alla fine del III sec. a. C., quindi, i Romani iniziarono una serie di campagne militari contro le popolazioni galliche del nord Italia e uno degli aspetti fondamentali riguardava lo spostamento delle truppe e dei rifornimenti che dovevano essere mandati ai soldati. Per questo venne costruita nel 220 a. C. la via Flaminia, una strada militare che collegava Roma a Fano e Rimini. Da qui sarebbe poi partita la via Emilia ma l’espansione romana a nord fu rallentata da anni di guerre combattute contro Cartagine, ricordate in seguito come la seconda guerra punica

L’Italia del nord fu invasa dalle truppe del generale cartaginese Annibale e Roma perse il controllo di quei territori che aveva già conquistato. Inoltre, le tribù che abitavano quelle terre si ribellarono ai Romani per schierarsi con Annibale, nella speranza di poter ottenere, insieme alla vittoria cartaginese, una nuova indipendenza. 

La mappa mostra la Via Aemilia, le città che attraversava e le intersezioni con le altre strade romane

Invece, la guerra fu vinta dai Romani, e nel nord Italia la conquista del territorio si concluse nel 189 a. C. con la presa di Felsina e la sua trasformazione nella colonia di diritto Bononia. In quello stesso anno, per volere del console Marco Emilio Lepido, vengono iniziati i lavori per la Via Aemilia, completata nel 187 a. C. La nuova strada, come succedeva per tutte le grandi infrastrutture latine, doveva servire ad agevolare gli spostamenti dei soldati e dei rifornimenti e per questo si collegava da un lato, a Rimini, con la Via Flaminia, e dall’altro, a Piacenza, con la Via Postumia (completata poi nel 148 a. C.). In questo modo Roma si garantiva un controllo quasi capillare in una zona che, nel corso del tempo, acquistò un’importanza strategica ed economica tale da surclassare le province del centro e del sud. 

Moltissime sono le città attraversate dalla Via Aemilia, o fondate successivamente lungo il suo percorso, oltre a Bologna: Cesena, Forlì, Faenza, Imola, Modena, Reggio Emilia, Parma e altre, fatto che sottolinea l’importanza e il potere aggregatore di questa strada consolare, che ha cambiato il volto della regione al punto tale che persino il nome – Emilia-Romagna – deriva direttamente da quello della via. 

Tutt’oggi la Strada Statale 9, la cui costruzione è terminata nel 1928, che collega Rimini a San Donato Milanese e che taglia quasi tutta la regione, ricalca in buona parte l’antica Via Aemilia e ne riprende il nome (via Emilia). Anche la struttura si rifà direttamente a quella della strada consolare, con una sede stradale ampia e andamento rettilineo. E come accadeva per la Via Aemilia, nel territorio emiliano-romagnolo la strada interseca buona parte delle città e dei paesi che si trovano lungo il suo percorso, attraversandoli in senso longitudinale dal lato est a quello ovest come, ad esempio, accade a Bologna, in cui l’attuale via Emilia è divisa in Levante e Ponente.

A Palazzo Pepoli è possibile immergersi nell'atmosfera dell'epoca repubblicana, grazie a una porzione originale dell'antica via Aemilia (nella foto di copertina di questo articolo), una delle tante meraviglie che rengono il Museo della Storia di Bologna un luogo dove vivere un vero e proprio viaggio nel tempo.

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